Contenuto principale

Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 15.12.2020 | 15:30

Fatigue syndrom e covid-19: Prima indicazione del motivo

Uno Studio sulla sindrome da fatica nei pazienti con Covid-19 è stato recentemente condotto presso il Dipartimento di Neuroriabilitazione dell'Ospedale di Vipiteno. I primi risultati vengono ora pubblicati. Per la seconda parte dello studio si cercano ancora volontari.

Viviana VersaceZoomansichtViviana Versace

Un gran numero di pazienti che superano la fase acuta di malattia Covid-19, lamentano affaticamento mentale e fisico che perdura anche per settimane. La fatica (“fatigue” nella letteratura medica di lingua inglese) è definita come una sensazione debilitante e duratura di stanchezza o esaurimento fisico e mentale caratterizzato da mancanza di energia, debolezza muscolare, reazioni rallentate, sonnolenza e deficit di concentrazione.

Un recente studio pubblicato su Nature (https://www.nature.com/articles/d41586-020-02598-6) ha espresso un richiamo allarmante alla comunità medico-scientifica internazionale sulla fatica severa come sintomo neurologico a lungo termine più frequente nelle forme anche lievi di Covid-19 e su quanto sia importante identificare e prendere in cura i pazienti che ne sono affetti.

Tuttavia, non esistono ancora indagini diagnostiche di routine o biomarcatori che possano permettere una diagnosi medica precisa e così questi pazienti rimangono spesso inascoltati e non accedono alle terapie adeguate.
Nell’Unità di Ricerca Clinica della Neuroriabilitazione dell’Ospedale di Vipiteno è stato appena completato uno Studio sui pazienti che sono stati ricoverati a seguito di varie complicazioni neurologiche (neuropatia, miopatia, stroke, encefalite) derivanti dal Covid-19; questi pazienti, anche dopo il recupero clinico, hanno continuato a manifestare problemi cognitivi, specie legati alle cosiddette funzioni esecutive (pianificare, prendere decisioni, ecc.) e una profonda fatica fisica. Per mezzo di test neuropsicologici mirati e di indagini elettrofisiologiche che prevedono l’utilizzo della stimolazione magnetica transcranica (TMS) si è riusciti a identificare, per la prima volta, un profilo di disfunzione cerebrale del lobo frontale responsabile dei deficit cognitivi e della fatica cronica nel post-Covid-19. I risultati di questo Studio sono stati accettati per la pubblicazione sulla rivista scientifica Journal of the Neurological Sciences (organo ufficiale della World Federation of Neurology) e sarà presto disponibile online. Lo Studio, che ha per titolo “Neuropsychological and neurophysiological correlates of fatigue in post-acute patients with neurological manifestations of Covid-19: insights into a challenging symptom”, ha come primo autore Paola Ortelli, neuropsicologa e ricercatrice presso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, e come senior author Viviana Versace, neurologa e responsabile della ricerca in neurofisiologia della Neuroriabilitazione di Vipiteno. Tra gli autori anche prestigiosi partner scientifici nazionali ed internazionali.

Attualmente è iniziata la seconda fase dello Studio, rivolta a pazienti che abbiano avuto il Covid-19 anche in forma lieve ma che lamentino fatica fisica, difficoltà di concentrazione, insonnia o disturbi dell’umore, per delinearne il profilo neuropatologico e individuare percorsi terapeutici idonei. Chiunque fosse interessato a partecipare allo Studio, può scrivere al senior author Viviana Versace (viviana.versace@sabes.it).

(RED)


Paola Ortelli Zoomansicht Paola Ortelli

Altre notizie di questa categoria